Animaletti fantastici e come trattarli - Le carpe Koi

Il protagonista incontrastato del laghetto da giardino è indubbiamente la carpa Koi. Facciamo un po’ di chiarezza sulla sua storia e sulle sue antichissime origini.

La carpa Koi è la varietà selezionata proveniente dalla carpa comune. Le sue origini non sono Giapponesi ma Cinesi. Si ha conoscenza del suo allevamento e selezione a partire dal V secolo a.C., in verità il loro utilizzo non era ornamentale ma bensì alimentare, cioè venivano allevate per essere mangiate.

Molto più tardi, nel XV secolo, vennero introdotte in Giappone e li si iniziò a selezionare per uso ornamentale. I Giapponesi erano e rimangono i migliori selezionatori di questo pesce a livello mondiale. La selezione ha permesso di sviluppare e fissare geneticamente determinati colori e tipi di scaglie che possono essere a “specchio” o a “diamante”. I colori selezionati sono il bianco, il nero, il rosso, il giallo, il blu, il crema.

Per chi conosce la carpa comune che è marrone e verdastra mettendola a confronto dei monocolori rossi, gialli o bianchi si stenta a credere che appartengano alla stessa specie. L’abilità dei selezionatori giapponesi è nella sovrapposizione dei vari colori e nella posizione delle scaglie, le più quotate sono le Koi a tre colori e con scaglie a specchio nella zona dorsale. Anche l’intensità del colore ha la sua importanza nella valutazione del singolo soggetto. Ad esempio il bianco deve essere pulito e di tonalità “bianco latte” perché in questo modo l’impatto con gli altri colori inseriti risulta netto e di grande bellezza visiva. È chiaro che la combinazione dei vari colori crea una infinita varietà e di tipi. Le ultime Koi selezionate sono le Butterfly Koi detta Longfin Koi o dragon carp: praticamente sono Koi a pinne lunghe molto appariscenti e di grande effetto.

Le koi in laghetto vanno alimentate con mangimi specifici, oggi in commercio se ne trovano tanti tipi. Vanno alimentate soprattutto da fine febbraio a fine ottobre perché durante il periodo invernale la loro alimentazione subisce un forte rallentamento dovuto al naturale abbassamento delle temperature. Sono pesci che se abituati non disdegnano di venire a prendere il cibo nelle mani dell’allevatore e addirittura amano farsi accarezzare.

Se il laghetto è ben tenuto e funzionale le malattie che possono attaccare le nostre Koi sono pochissime, l’importante è limitarne il numero e prima di inserire un pesce nuovo predisporre di una vasca di quarantena per essere sicuri di non portare patologie varie. Può succedere, se il laghetto è grande, di assistere alla fregola cioè all’accoppiamento con l’eventuale nascita di qualche carpetta che andrebbe isolata e cresciuta a parte almeno per i primi due anni.

– scritto da Alessandro Bellucci