Animaletti fantastici e come trattarli - Il pesce combattente

Il Betta splendens o pesce combattente ha la sua origine dalle zone pluviali asiatiche. Esiste una forma selvatica che però si vede molto raramente nel commercio acquariofilo, mentre ne esistono innumerevoli ceppi ornamentali che variano enormemente in colorazione, pinne, qualità e prezzo. Come tutti gli altri pesci vanno allevati in un acquario non inferiore ai 20/30 litri.

Il nome comune deriva dalla tradizione di allevare i pesci per farli lottare l’uno contro l’altro in “combattimenti” organizzati su cui partecipanti e spettatori piazzano scommesse.  Se si va in vacanza nel sud est asiatico non è raro vedere i banchetti dove si organizzano i combattimenti. Per aumentarne la forza sono state fatte ibridazioni con Betta imbellis e Betta smaragdina.

Fa parte degli Anabantoidei, possiedono un organo respiratorio accessorio noto come il labirinto. Quest’organo permette ai pesci di respirare aria atmosferica.
Abita acque ferme e tranquille, tra cui risaie, paludi, fossati lungo la strada, ruscelli e laghetti. Queste acque sono spesso ombreggiate o in pieno sole e talvolta contengono poco ossigeno disciolto, da qui lo sviluppo dell’organo chiamato labirinto che gli consente di respirare.
Si possono allestire acquari paludari dai 20  ai 30 litri per un maschio e 2-3 femmine.
L’acquario deve essere ben piantumato con presenza di piante galleggianti come Salvinia o Riccia sp. Si possono aggiungere anche  foglie secche di faggio, rovere, mandorlo indiano Ketapang che daranno all’acqua una colorazione naturale, queste foglie inoltre favoriscono la crescita di colonie microbiche che possono fornire una preziosa fonte di cibo secondaria per gli avannotti.
Le acque devono avere scarso movimento per consentire al maschio di predisporre il nido di bolle dove depositerà le uova dopo l’accoppiamento e dove effettuerà le cure parentali nei primi giorni di via degli avannotti.

In natura si nutrono principalmente di insetti e altri piccoli invertebrati/zooplancton. In cattività accettano i mangimi secchi, ma dovrebbero essere offerti regolarmente anche piccoli alimenti vivi o congelati come Daphnia, Artemia o chironomus per assicurare lo sviluppo della colorazione e le condizioni ottimali.
Per la riproduzione, bisogna allestire un acquario munito di coperchio per garantire la presenza di aria umida e calda che consente la formazione del labirinto negli avannotti. Una volta formata la coppia il maschio costruisce il nido e di solito non tollera la femmina nelle vicinanze finché non ha finito. Quando il corpo della femmina schiarisce e appaiono delle barre scure sui fianchi si verifica l’accoppiamento. Il maschio  avvolge il suo corpo attorno a quello della femminae  vengono rilasciati sperma e alcune uova che il maschio poi trasferisce nel nido. Questo ciclo viene ripetuto e può richiedere diverso tempo. Il maschio difenderà il nido e si adopererà ad effettuare le cure parentali per i primi giorni di vita degli avannotti.
Le uova si schiudono in 24-48 ore, rimanendo nel nido per altri 3-4 giorni fino a che il sacco vitellino è completamente assorbito, il maschio continuerà a raccogliere e riposizionare nel nido quelle che dovessero cadere, gli adulti di solito non mangiano la loro prole.
Gli avannotti devono essere alimenti per i primi giorni di vita con infusori, dopo di che si passa ai naupli di Artemia salina.
Una volta cresciuti i maschi andrebbero divisi dalle femmine e andrebbero divisi tra loro per evitare lotte cruente.
scritto da Alessandro Bellucci